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Mente e corpo un unica capanna

<<Mente sana in corpo sano>>

Una mente sana ed equilibrata, dentro un corpo sano e libero.
Mente e corpo , un unica capanna. In sintesi, un atleta.
Quando il musicista studia non deve prendersi cura solo dell’aspetto musicale e tecnico, ma deve fare attenzione anche al movimento e alla postura.

I musicisti sono una categoria di professionisti che oltre al lavoro artistico musicale, impegnano il loro corpo nella performance.
Coinvolgendo tutti gli apparati ma soprattutto la parte muscolo-scheletrico, statiche e ripetute dello strumento. Quindi sono sottoposti ad un sollecitazione meccanica e motoria importante.
Lunghe esercitazioni e spesso portatrici di tensione emotiva e di sovraccarico muscolare possono portare a traumi cronici muscolari o articolari.

Il 60% degli studenti di musica e il 90% dei professionisti soffre di disturbi neuro-muscolari più o meno gravi.

Non ci insegnano ad avere una “cultura” della prevenzione e della preparazione come l’atleta, al contrario dell’ambiente sportivo ché molto più sentita l’esigenza di creare programmi di interventi ed esercitazioni, avvalendosi di diverse figure professionali, per la prevenzione e la gestione dei traumi.
Di conseguenza gli studi scientifici di fisioterapisti e medici, comparano la mole di lavoro del musicista a un atleta.
Esiste una normativa precisa che regola in materia di prevenzione delle patologie professionali (in Italia il D.Lgs 81/2008: normativa in vigore in materia di salute e sicurezza dei lavoratori).
La normativa riguarda anche il settore della musica.

Quindi il musicista si può comparare ad un atleta.

Comparare il musicista a un atleta ha come obiettivo di trasmettere consapevolezza nella creazione di una preparazione atletica e artistica, non è solo nel prevenire ed evitare tendiniti, infiammazioni e problematiche più gravi, ma anche diventare consapevoli del nostro corpo, perché attraverso esso suoniamo.

La cosa tipica del musicista è affrontare lo studio e la performance in modo totalmente improvvisato, con tutto il carico di tensione fisica e confusione mentale.
Non ci si concede il tempo di placare i pensieri e le tensioni accumulate durante la giornata, per poterci concentrare ed iniziare il lavoro.
Il momento di studio è un occasione per stare con la musica che amiamo.

Arrivare “freddi” alla sessione di studio non è mai un ottima idea, perché la mente e il corpo non sono pronti all’attività.
Di conseguenza dobbiamo dare il tempo al corpo e alla mente di scaldarsi, di attivarsi e concentrarsi su qui et ora della musica.
Inizieresti a studiare sui libri, con una scrivania in disordine e in una stanza non accogliente?

Mente e corpo sono strettamente collegati, un unica capanna, per poter portare al termine tutte le attività che ci prefissiamo.
Se mente e corpo li riscaldiamo prima dello studio, saranno pronti ed attivi per l’attività, al contrario ci metteremo più tempo e la tendenza a procrastinare e lasciare sarà molto più alta.

Le pratiche che servono a prepararci alla sessione di studio sono finalizzate all’attivazione dei processi mentali e alla preparazione muscolare, ma quali sono?

Il primo passo per  stare ed attivarci è iniziare con lo stretching ed esercizi di respirazione.
Esercizi molto semplici e che conosciamo, ma che non pratichiamo mai.
Qualsiasi sia il vostro strumento iniziare a sciogliere la muscolatura della colonna vertebrale, il collo, le spalle e anche le mani, sono un ottimo inizio per iniziare la sessione di studio.

Il secondo passo per stare sono gli esercizi di respirazione.
Imparare a respirare bene aiuta, non solo gli strumenti a fiato ad avere più tenuta e sostegno nel suono, ma tutti i musicisti.
Una corretta respirazione porta più ossigeno nel sangue e di conseguenza al cervello dando energia e soprattutto respirare correttamente aiuta a distendere la muscolatura e muoverla al meglio.
Gli esercizi di respirazione sono molteplici, personalmente vi consiglio:
Un video, che propone alcuni esercizi di respirazione e vi spiega tecnicamente com’è fatto il nostro apparato respiratorio: https://www.youtube.com/watch?v=fKtnMaHoMfY .
E i libri di Mike Maric: La scienza del respiro e Il potere antistress del respiro

Il terzo passo per stare è creare una routine da mettere in pratica durante le sessioni di studio. Niente di trascendentale, ma piccole azioni che vi possono aiutare a entrare nel flow dello studio. Per questo tema vi rimando al profilo di Chiara Mercogliano, psicologa dei musicisti. 

Prendersi dei momenti (pre – durante – post) dove praticare, anche per 5 minuti, alla pratica corporea vi renderà presenti a voi stessi, reattivi e liberi di muovervi ed espandervi.

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