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Pedagogista nella performance

Fammi sentire come suoni, ti dirò chi sei

Suonare è un momento dove la persona esprime se stessa.
Un’avventura estremamente complessa, dove si deve tener conto di tanti fattori: sociali, culturali, personalità e sensibilità.

Ognuno di noi funziona in modo diverso con meccanismi di apprendimento diversi.
Per questo che non esistono strategie preimpostate per apprendere la musica e la tecnica strumentale
(SPOILER, mi direte), e qui l’importanza del pedagogista musicale.

Chi è il pedagogista?

Il pedagogista è colui o colei che si occupa  dei processi educativi, formativi e di apprendimento.
Si occupa di sviluppare il potenziale umano attraverso l’osservazione, l’analisi dei bisogni educativi della persona.

Cosa fa concretamente e in che campi si muove?

“Svolge funzioni di progettazione, coordinamento, intervento e valutazione pedagogica in vari contesti educativi e formativi,
nei comparti socio-assistenziale, socio-educativo e socio-sanitario, in quest’ultimo con riguardo agli aspetti socio-educativi,
svolgendo inoltre attività didattica, di ricerca e di sperimentazione.” (definizione ANPE)

e nella performance musicale? 

La performance è il punto di arrivo di un viaggio che il musicista percorre e non il percorso.

Si può dividere in tre fasi:

  • Preparatoria: l’insieme di metodi di studio, organizzazione, equilibrio tra studio e lavoro, quantità e qualità di studio e mindset. 

  • La performance: che può variare a seconda dell’esame, concorso o audizione.

  • Post la performance: i risultati del percorso compiuto.

Il ruolo del pedagogista musicale è quello di accelerare i meccanismi di apprendimento nella fase preparatoria.
Aiutando a potenziare i meccanismi dell’apprendimento attraverso strategie e modalità più funzionali alla persona.
Regalandoti occhiali diversi e supportandoti nella conoscenza di tutte le competenze di base, costruisce insieme al musicista un bagaglio di strategie e metodi funzionali per esso e i suoi obiettivi.

Al musicista (e all’insegnante di musica) non può bastare la conoscenza della tecnica, del suono, della storia dello strumento o della musica
per poter conoscere approfonditamente i meccanismi dell’apprendimento in ogni fascia di età.
Bisogna che conosca e sperimenta tutte le metodologie, strategie e meccanismi che l’essere umano mette in campo quando fa musica,
per poter evitare: abbandono, frustrazione e demotivazione.

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Bibliografia:
Fondamenti di pedagogia musicale – Delfrati
https://www.anpe.it/profilo-del-pedagogista